Sterilizzazione e sicurezza. Il vademecum dello strumentario sicuro

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sterilizzazione e sicurezza strumentario odontoiatrico

Non di rado capita che tra le curiosità e gli interrogativi del paziente vi sia quello legato alla sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici. Per i “non addetti ai lavori” la domanda è spontanea e legittima e trova, tanto nel paziente che nel dentista, la medesima ragion d’essere, ovverosia la tutela della propria salute.

Questo articolo si propone come breve  sintesi delle procedure di sterilizzazione eseguite all’interno di uno studio odontoiatrico, al fine di informare il lettore più curioso ed il paziente più attento, di renderlo più informato ed anche più consapevole e sicuro. 



In primo luogo con “sterilizzazione” si intende l’eliminazione di microrganismi patogeni o, ancor più precisamente, per definizione essa garantisce le condizioni in cui la sopravvivenza degli stessi è altamente improbabile rendendo dunque lo strumento (o l’ambiente) sicuro sia per il paziente che per l’operatore (sia esso il medico odontoiatra che l’assistente).
L’obbligo alla diligenza professionale è regolamentatodall’art. 1176 c.c.e sancisce una serie di procedure cautelati che l’operatore è obbligato ad adottare al fine di non causare danni a terzi. In questa ottica, risulta chiara la necessità di sterilizzare lo strumentario poiché la loro quasi totalità comporta il contatto con mucose o materiale ematico durante gli interventi odontoiatrici: senza dubbio essa costituisce la condizione primaria ed imprescindibile per poter operare, la misura di protezione e prevenzione primaria e tassello importante del codice deontologico medico. 
Nello specifico, il protocollo da seguire (muniti di appositi dispositivi di protezione individuale) prevede cinque principali fasi. Vediamole insieme.

Laura Dicosimo