Trattamento della Parodontite

piorrea o parodontite cause rimedi e cure allo stadio iniziale

Come sappiamo, la parodontite, comunemente chiamata piorrea, è una patologia che può essere bloccata e che si può anche prevenire. Nel precedente articolo “La parodontite: che cos’è e come prevenirla” abbiamo, infatti, parlato chiaramente di tutto il processo patologico, dei sintomi, della prevenzione.

È ora, invece, giunto il momento di specificarne la cura, di capire, cioè, cosa è possibile fare per frenare la parodontite e come curarla.

1^ Step: La visita presso lo studio dentistico

Poniamo il caso che stai accusando un’ipersensibilità gengivale, specie al caldo e al freddo, o hai constatato anche un sanguinamento frequente. Ti sembra che qualche dente abbia una mobilità anomala o qualcuno ti ha fatto notare che hai un alito cattivo. Ti sei giustamente preoccupato e così ti sei rivolto presso uno studio dentistico per una visita accurata dei tuoi denti.
Il dentista non ha perso tempo e ha proceduto subito a stilare un’anamnesi e ad eseguire un controllo meticoloso, avvalendosi anche di radiografie endorali per rilevare l’anatomia ossea. Ha, inoltre, effettuato il sondaggio parodontale, ovvero una ricerca, mediante una sonda, delle tasche parodontali e della loro profondità. Ha valutato la perdita di supporto dei denti, la retrazione delle gengive e la condizione delle forche dentali. La diagnosi è stata, appunto, parodontite.

2^ step: Come si cura la parodontite?

Si agirà prontamente per arrestarla, per contrastarla, per stabilizzarla. La prima azione che il dentista consiglierà sarà quella di rimuovere o limitare i fattori predisponenti come il vizio del fumo o il diabete. Si procederà poi ad un’accurata pulizia dentale professionale cercando di debellare i batteri (placca e tartaro) che possono causare la malattia agendo in modo particolare nei pressi delle tasche parodontali, provvedendo poi a levigare le radici dei denti e rimuovendo il materiale necrotico e il tessuto di granulazione per consentire un nuovo attacco epiteliale attorno alla radice.

A parte la rimozione meccanica del tartaro effettuata manualmente o con strumenti ultrasonici, ci potrebbe essere bisogno di aggiungere l’utilizzo di alcuni presidi: un collutorio antimicrobico a base clorexidina, antibiotici sotto forma di gel o di placchette o di microsfere da applicare nella tasca parodontale, antibiotici da somministrare per via orale se vi è una fase ascessuale.

Se la parodontite è in uno stato avanzato ed è refrattaria ai trattamenti iniziali, allora l’odontoiatra opterà per il trattamento chirurgico che potrà essere di due tipi:

- Chirurgia resettiva: l’osso di sostegno viene modellato in modo da appianare le tasche parodontali. Al contempo, verrà eliminato il tessuto infiammatorio preesistente e rimosso il tartaro.
Chirurgia rigenerativa: si cercherà di favorire la crescita di nuovo tessuto per mezzo di innesti di biomateriali e di membrane al fine di colmare i difetti provocati dalla parodontite.   

Un utile supporto è rappresentato dal laser che contribuirà ad eliminare la carica microbica all'interno delle tasche parodontali.

Come già approfondito nel precedente articolo, la collaborazione del paziente è preziosissima perché l'eventuale comparsa di recidive dipenderà anche e soprattutto dalla pulizia e dall’igiene quotidiana dei suoi denti. In tal senso sarà fondamentale l'inserimento del paziente all'interno di un programma di mantenimento.

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